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giovedì 7 marzo 2013

Oggi rileggo "Mein kampf" di Hitler

Quando si dice "cavalli di razza" ! Così si chiama una piccola rubrica che Gian Antonio Stella tiene sull'inserto "Sette" del Corriere della Sera. Nell'ultimo invita il lettore a fare una riflessione su quanto scriveva il "buon" Hitler nel suo pamphlet "Mein kampf" (La mia battaglia) nel 1925. Lì c'è tutto il suo pensiero che svilupperà nella sua "carriera" di politico prima e di dittatore poi. L'attento Gian Antonio Stella che cosa ci propone? Che si rilegga qualche stralcio di quel libro per capire forse meglio quanto sta capitando oggi (anche se la situazione è molto diversa). Infatti alcune parole suonano quasi premonitrici e ci aiutano ad analizzare meglio la situazione complessa e, se vogliamo, "perniciosa" che si è venuta a creare dopo le elezioni di febbraio.


 Così ad esempio Adolfo si chiede che cosa spinga a formulare nuovi programmi o a modificare quelli già esistenti. "E' la preoccupazione del risultato delle prossime elezioni". Così si ricorre alle vecchie ricette:" Si forma una Commissione, si spiegano gli umori del popolo, si leggono con attenzione gli articoli dei giornali, si cerca di capire cosa la massa dei cittadini voglia e speri".
 
 
Adolfo nella "sua" battaglia precisa come le Commissioni rivedano i programmi, ne formino uno nuovo dove è dato ad ognuno quanto chiede: protezione all'agricoltura, impulso all'industria, difesa al consumatore, migliori stipendi agli insegnanti, badando a non trascurare nessun ceto, anzi a dargli soddisfazione. Tutto ciò nei "bandi" elettorali, nei libelli di presentazione dei vari partiti, nelle esternazioni spesso prolisse e poco chiare.
 
Finita così la cosiddetta "legislatura" e riavvicinandosi le nuove elezioni, riparte la stessa pantomima: l'elettore non è soddisfatto? Si rimetta  a nuovo il partito, si migliori il programma, insomma si facciano nuove promesse...... Ma la classe politica ha capito dove ha sbagliato?
 
Potrà trovare un linguaggio con il quale rassicuri il cittadino che quanto propone è per il bene del Paese? Altri linguaggi si propongono e...... il cittadino stressato e fortemente deluso prende altre strade. Con la speranza che sia la giusta "via maestra" .
 
 
 

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